LA CANAPA NELL’EDILIZIA – LA BIOEDILIZIA

Perché puntare sulla canapa in edilizia?

Recentemente l’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha fornito dati allarmanti riguardo l’aumento di gas serra nell’atmosfera terrestre. I valori di anidride carbonica, metano, protossido di azoto e altri gas non sono mai stati così alti nella storia ed è per questo che risulta necessaria l’adozione di materiali sostenibili, che non contribuiscano ad aumentare l’inquinamento. Praticare uno sviluppo sostenibile e rispettare la natura sono ormai atteggiamenti che non possono essere rimandati ad un futuro prossimo.

Ormai la parola canapa non fa più paura, anzi è diventata un sinonimo di eco sostenibilità. Se associata all’edilizia intende un modo di costruire che guarda all’efficienza energetica, all’attenzione verso l’ambiente, al comfort ambientale e al benessere indoor. 

Andiamo a scoprire di più…

Canapa, dall’agricoltura all’edilizia un modello ecosostenibile

La pianta di canapa è costituita da una parte fibrosa esterna e da una parte legnosa interna, il cosiddetto canapulo. La fibra è molto resistente a sforzi di trazione e al logorio, mentre il canapulo ha un’elevata capacità di assorbire i liquidi ed è ricco di silicio, componente a cui deve le sue ottime proprietà isolanti. La canapa contiene inoltre cellulosa, da cui si possono produrre bioplastiche riciclabili ed ecologiche, da utilizzare in sostituzione dei derivati del petrolio. Dai suoi semi si ricavano olii per produzioni agroalimentari, cosmetiche, di detergenti ecologici, vernici e smalti non tossici e soprattutto biocombustibili.

L’impiego della canapa in bioedilizia è una tendenza che si sta sviluppando, ma conta su una tradizione storicamente affermata.

E se negli USA il mercato della canapa per impieghi industriali vale 177 milioni di dollari, l’Europa ha visto più che triplicata la superficie agricola destinata alla coltivazione, passando da meno di 10mila ettari del 2011 a quasi 35mila nel 2016.

In Italia si assiste a un progressivo incremento della coltivazione, sostenuto anche dalla legge 242/2016 pensata per promuovere la coltivazione della filiera agroindustriale.

I vantaggi della coltivazione della canapa sono molteplici: estremamente resistente, è una pianta che cresce senza dover usare fertilizzanti, pesticidi o erbicidi e bonificare il terreno. La sua crescita così fitta annulla lo sviluppo di specie infestanti. Inoltre è ottima anche da coltivare su terreni ammalorati: infatti, è in grado di assorbire zinco e mercurio, sostanze inquinanti. Fra gli altri vantaggi sottrae CO2 dall’atmosfera e ossigena il terreno. Vale anche la pena di evidenziare che in fase di crescita la canapa cattura quattro volte la quantità di anidride carbonica immagazzinata mediamente dagli alberi

E’ un materiale ecosostenibile biocompatibile, riciclabile, rinnovabile, compostabile, da cui si ottengono fiocchi, feltri, materassini, pannellature, mattoni, vernici, smalti, colle, biocompositi e tessuti per il rinforzo strutturale. Ha caratteristiche quali leggerezza, traspirabilità, resistenza a muffe ed insetti, resistenza al fuoco, alto potere isolante (sia termico che acustico), igroscopicità (è un regolatore di umidità, cioè la accumula quando è in eccesso e la rilascia quando l’aria è troppo secca). Si può utilizzare come isolante e negli imballaggi, ad esempio come sostituto del polistirolo e di altri derivati del petrolio. Attraverso un processo di polimerizzazione senza rilascio di monomeri liberi, si ottengono bioplastiche degradabili e non inquinanti, colle, resine, vernici, completamente prive di formaldeide, sostanza nociva alla salute. Per le sue ottime capacità di isolante termico ed acustico, dalla canapa si producono pannelli da inserire nelle murature, nei sottotetti, nei pavimenti, nei controsoffitti, nei divisori interni, sia in edifici ex–novo che nelle ristrutturazioni.

Dal canapulo alla calce e canapa

Dal terreno all’impiego in edilizia mantiene intatte le sue proprietà. A partire dal canapulo, risultato della lavorazione del legno di canapa, che ha caratteristiche eccellenti in termini di proprietà isolanti termo acustiche, elevata igroscopicità e capacità di gestire l’umidità.

È un materiale traspirante, permette così all’involucro di “respirare”, assicurando così un elevato grado di salubrità dell’aria. Al contrario di quanto avviene normalmente nel settore edile, energivoro, la filiera produttiva di canapa e calce sottrae più biossido di carbonio dall’ambiente di quanta ne verrebbe immessa lavorandola.

Parliamo di calce e canapa perché si tratta di una sinergia naturale virtuosa: anche la calce, materiale derivato dal calcare e dalle ottime prestazioni, permette di realizzare vari prodotti per l’edilizia attenta all’ambiente. 

Canapa in edilizia, ottima per costruzioni e ristrutturazioni

Di soluzioni se ne contano sul mercato diverse e con caratteristiche interessanti.

I pannelli di canapa : si ottengono riducendo in trucioli i fusti della pianta, legati con poliestere (un derivato del petrolio) ma anche con amido di patate o colle naturali. Poi vengono compattati ad alte temperature e sottoposti a forti pressioni. Le fibre della canapa spesso si trovano mescolate con altre fibre naturali, come il kenaf, perché la loro presenza in commercio è ancora scarsa. I pannelli che si ottengono dalla canapa sono chiamati CAF, pannelli di fibra vegetale compressa, variabili per densità e spessore. Quelli di media densità si utilizzano per pannellature e mobili, quelli ad alta densità hanno anche funzione strutturale. La loro installazione è facile e veloce, con poche emissioni di polvere e senza provocare dermatiti da contatto e pruriti. I pannelli di canapa possono essere riciclati o riutilizzati se privi però di poliestere e con basso dosaggio di ignifughi, altrimenti devono essere smaltiti in discariche speciali.

Ulteriori prodotti a base di canapa sono i biocompositi, ad esempio quello costituito da canapa e cemento, il cosiddetto ‘calcestruzzo isolante’, più leggero del cemento tradizionale. Oppure la miscela di canapa e calce, un isolante naturale da utilizzare per intonacature interne ed esterne.

Ultimamente la fibra di canapa viene lavorata per produrre tessuti da utilizzare nei consolidamenti statici. E’ questa una novità nel campo del rinforzo strutturale, infatti fino ad ora esistevano le fibre di carbonio, di vetro, di acciaio; ad esse ora si affiancano le fibre di canapa, di lino, di basalto. La biofibra di canapa ha buone proprietà meccaniche, una notevole resistenza a sforzi, tensioni e deformazioni, tanto da poter essere usata per rinforzare murature, archi, volte e tutte quelle parti strutturali soggette a fenomeni fessurativi e lesionativi, anche in edifici danneggiati da sismi o incendi.

E’ stato addirittura ideato e brevettato un intero sistema edilizio a base di prodotti derivati dalla canapa per la ricostruzione in Abruzzo. Gli edifici realizzati in tempi brevi sono antisismici, isolati dal punto di vista termoacustico, biocompatibili ed a costi competitivi.

Le emissioni dell’edilizia tradizionale incidono per il 30-40% delle emizzioni totali di CO2, mentre l’intera filiera di canapa è Carbon Negative, ovvero assorbe più CO2 di quanta ne assume nell’ambiente.

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