ETANOLO DI CANAPA: IL BIOCARBURANTE DEL FUTURO?

CARBURANTE GREEN: etanolo, biodiesel e biocombustibile di Canapa

Con il termine biomassa, dal punto di vista energetico, intendiamo tutte le sostanze di origine biologica in forma non fossile che possono essere sfruttate come fonti di energia. Gli oli utilizzati per la produzione del biodiesel possono essere, dunque, tanto animali quanto vegetali. 

LA PRIMA MACCHINA AD ETANOLO DI CANAPA GRAZIE AD HENRY FORD

Uno dei primi industriali e imprenditori ad accorgersi delle caratteristiche, delle potenzialità e dei vantaggi offerti dalla Canapa fu Henry Ford, che ebbe una ambiziosa visione, ovvero produrre autoveicoli totalmente costruiti e alimentati con la canapa e i suoi derivati.

Dalla sua idea nel 1941, nacque la Hemp Body Car: un prototipo con una carrozzeria in fibra di canapa e alimentata con etanolo cellulosico, anche questo ottenuto dalla pianta di canapa. Un progetto che non venne mai sviluppato, poiché la canapa venne resa illegale, probabilmente sotto le pressioni della nuova industria petrolchimica.

MA COME SI PRODUCE L’ETANOLO DI CANAPA?

Non tutti sanno che il combustibile può essere ricavato da fonti vegetali, quali appunto la canapa industriale, ma anche il riso o la barbabietola da zucchero.

Dai gambi della pianta di Canapa lasciati in fermentazione viene estratto l’etanolo, mentre dai semi della pianta viene estratto il metanolo pari a un olio vegetale simile a quello che fu sperimentato per la prima volta dallo stesso Rudolf Diesel, nell’esposizione universale di Parigi del 1900, il biodisel. 

L’etanolo viene prodotto attraverso due procedimenti; il processo di pirolisi e il processo di fermentazione. 
Quest’ultimo è un processo che consiste nella fermentazione di succhi e oli ottenuti dalla piante. Il tutto in assenza di ossigeno.

LA CANAPA E’ ECO COMPATIBILE

I prodotti principali da cui si può estrarre l’etanolo sono la cellulosa di canapa, l’amido di riso e gli zuccheri della barbabietola, ma a differenza di queste ultime culture, coltivare canapa è più rispettoso dell’ambiente che qualsiasi altra delle colture menzionate.

Quando si fa crescere della canapa, non occorre sgomberare il terreno, quindi non si ha necessità di abbattere foreste pluviali per farla prosperare, come è invece il caso per l’olio di palma.

Per di più, si lascia il suolo in condizioni migliori dopo la raccolta che prima della semina, poiché è una coltura che restituisce molto al terreno. Inoltre, richiede molta meno acqua e fertilizzanti che altre biomasse. All’incirca il 70% dei nutrienti necessari ritorna al suolo durante e dopo il ciclo di crescita. Vale anche la pena notare che la canapa ha bisogno di solo la metà di acqua per ogni stagione di crescita rispetto al grano – una coltura prodotta su vasta scala.

Oltre a ciò, il biocarburante in sé è molto più pulito delle nostre opzioni attuali; il combustibile fabbricato con la canapa è biodegradabile e non produce le stesse sostanze chimiche tossiche quando viene bruciato. Il risultato consiste in un danno molto minore per l’ambiente.

Inoltre la canapa pare avere più alto rendimento energetico ed essere a minor impatto ambientale. Il rendimento per ettaro è, infatti, il più elevato (in Italia, intorno alle 20 tonnellate in quattro mesi) e, essendo una pianta legnosa, contiene il 77 % di cellulosa (a fronte del 60 % del legno). Inoltre, richiede quantità molto limitate di pesticidi (insetti e malattie fungine sono rare) e si adatta bene alle rotazioni delle colture. 

L’ETANOLO DI CANAPA INQUINA?

Il biodiesel di canapa è una delle alternative al carburante solitamente utilizzato, che – come sappiamo da decenni – determina un elevato livello di inquinamento con ingenti danni per l’ambiente. 

L’etanolo di canapa, al contrario, può dare origine ad un combustibile pulito, che può essere conservato in scorte proprio come avviene per il petrolio, a costi nettamente inferiori di estrazione.

L’etanolo estratto dalla canapa non contiene zolfo, ma solo una bassa percentuale di ossigeno. L’assenza di zolfo riduce l’inquinamento così come l’odore sgradevole del benzene.

L’utilizzo dell’etanolo inoltre comporta anche una sensibile diminuzione delle patologie che si possono ricondurre all’inquinamento. In questo modo le coltivazioni – ma soprattutto l’atmosfera – ne traggono un enorme beneficio.

Il biodiesel di canapa inoltre è tra i carburanti più sicuri durante il trasporto, perché ha un grado di infiammabilità che è circa 3 volte più basso di quello del biodiesel di uso comune, derivato dal petrolio.

ALLORA, DOV’È IL TRUCCO ?

L’unico vero inconveniente della canapa come biocarburante è la sua mancanza di competitività economica, a causa della sua ridotta scala di produzione.

Ma questo aspetto negativo si sta superando, mano a mano che nel mondo si sta cercando di legalizzare la cannabis, si rende anche la canapa industriale molto più accessibile. È la più economicamente efficiente e preziosa coltura energetica di cui disponiamo.

Abbiamo una ottima soluzione a portata di mano per fermare la distruzione del nostro pianeta e Sweed Brothers Verona lotta in prima linea per questa causa ormai da alcuni anni, è il momento di cambiare,  facciamo rifornimento di canapa al mondo, aiutateci a sostenere questa causa per poter salvare la nostra Terra!

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