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CANNABIS SHOP: QUELLO CHE BISOGNA SAPERE

Fermiamo la disinformazione!

Negli ultimi mesi si è sentito parlare molto di cannabis light, dalle dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini che incentivava una guerra ai negozi che vendono cannabis light, ovvero Canapa Sativa con un contenuto di Thc (tetraidrocannabinolo,il principio psicotropo) tra il 0,2 e il 0,6%, alle parole dell’OMS che richiede una revisione sulla Cannabis Terapeutica.

La vendita di prodotti a base di canapa con basso contenuto di Thc è resa possibile dalla legge 242 del 2016

Ma partiamo dall’inizio..

Che cos’è la cannabis light?

Si tratta delle infiorescenze femminili della Canapa Sativa L nate da piante certificate con concentrazioni minime di Tetraidrocannabinolo (sotto allo 0,2% e comunque non oltre lo 0,5%). Oltre al fiore, dalla canapa si può ricavare carta, tessuti, materiale edile, ma anche cibo, estratti per uso alimentare, cosmetici.

È diversa dalla cannabis terapeutica?

Sì. La cannabis terapeutica è un farmaco, richiede una prescrizione medica e viene ottenuta da piante con una concentrazione di Thc tra il 7 e il 22%

È cannabis è pericolosa per la salute?

La terapia con cannabinoidi, può essere applicata nel trattamento di numerose patologie, soprattutto in assenza di risposta a farmaci e trattamenti convenzionali. La prescrizione di cannabis a uso medico in Italia riguarda l’impiego nel dolore cronico e di quello associato a patologie come la sclerosi multipla, le lesioni del midollo spinale, gli effetti collaterali causati da chemioterapia, radioterapia e terapie per l’Hiv; come stimolante dell’appetito in pazienti con disturbi alimentari o affetti da Aids; per l’effetto ipotensivo nel glaucoma; per la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Tourette.

Sono numerosi gli studi nati in questi ultimi anni dove la cannabis è stata legalizzata:

  • Secondo uno studio pubblicato nel febbraio 2018 sull’European Journal of Internal Medicine afferma come la Cannabis in modo sicuro ed efficacemente fornisce sollievo dal dolore per gli anziani;
  • Uno studio pubblicato nel febbraio 2018 su Neuropsychopharmacology  afferma che la Cannabis migliora il sollievo dal dolore degli oppioidi;
  • Secondo uno studio pubblicato su Molecular Neurobiology il CBD ha un effetto antidepressivo profondo nei roditori
  • Tre nuovi studi pubblicati nel 2018 hanno dimostrato come la cannabis migliora il sesso e la libido;
  • I ricercatori dell’Università di Sidney e Macquarie in Australia nel settembre 2018 hanno pubblicato uno studio che ha scoperto che il  CBD può aiutare a trattare la dipendenza da metamfetamina;
  • Secondo un nuovo studio pubblicato da Current Psychiatry Reports viene dimostrato come  recettori dei cannabinoidi rappresentano un obiettivo promettente per il trattamento del comportamento suicidario;
  • Secondo un nuovo studio pubblicato dalla rivista  Photodiagnosis e Photodynamic Therapy , i cannabinoidi possono inibire la crescita del tumore nel carcinoma mammario triplo negativo. (Per lo studio completo, clicca qui ).

Cosa dice la legge del 2016

La canapa ha avuto una grande evoluzione agli inizi del 1900 in cui veniva coltivata per la produzione di corde per imbarcazioni, vele e anche molti tessuti. Basta pensare che l’Italia era tra i maggiori produttori. Dopo le due guerre la coltivazione e l’uso della canapa andò via via calando grazie alla nascita di materiali e tecnologie maggiormente resistenti in campo industriale. La scoperta dei suoi effetti stupefacenti le diede il colpo di grazia nel 1975. Al giorno d’oggi invece, a causa dei rincari dei prezzi del petrolio, bene che va via via esaurendosi, oltre che inquinante, la coltivazione della canapa costituisce una nuova frontiera in campo industriale. Lo stato, con la legge 242 del 2016 ha varato la sua legalità con livelli di thc inferiori allo 0,6%, permettendo le coltivazioni, con una burocrazia più semplice e senza la necessità di particolari autorizzazioni. Molti imprenditori hanno visto l’occasione di creare un business, ed ecco che il fenomeno sta dilagando.

La legge del 2016

La vendita della cosiddetta “cannabis light” è regolata dalla legge 242 del 2016, entrata in vigore il 14 gennaio 2017. Questa prevede che si possano commercializzare prodotti a base di canapa con un basso contenuto di Thc (tetraidrocannabinolo, principio attivo che crea l’effetto psicotropo), cioè inferiore allo 0,6%. Per capire la quantità, basti pensare che nei classici “spinelli” (o nella marijuana coltivata dallo Stato per scopi terapeutici dietro presentazione di prescrizione medica non ripetibile) il Thc si aggira tra il 8% e l’12%.

La legge e la sua interpretazione

Il commercio di “cannabis light” ha fatto registrare nel 2018 un giro d’affari di 40 milioni, con 778 negozi in tutta Italia. Negli esercizi commerciali che vendono canapa legale si possono trovare diversi prodotti: tisane, bevande energetiche, dolci, vestiti, oggettistica oltre che bustine di cannabis light. La loro attività è resa possibile da una interpretazione della normativa – considerata dai detrattori “troppo larga”  –  che tutela la produzione industriale della canapa leggera. La norma, infatti, non prevede la coltivazione per farne spinelli, ma “l’incentivazione dell’impiego e del consumo finale di semilavorati di canapa, provenienti da filiere locali, oltre che la produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori”. Tecnicamente resta a tutti gli effetti non consentito l‘uso personale ricreativo, vietato dalle precedenti leggi in materia sanitaria.

I controlli

I controlli sui coltivatori sono affidati alle forze dell’ordine, che spiegano: “Qualora all’esito del controllo il contenuto complessivo di Thc della coltivazione risulti superiore allo 0,2% ed entro il limite dello 0,6% (la soglia della tolleranza, ndr), nessuna responsabilità è posta a carico dell’agricoltore che ha rispettato le prescrizioni della legge”. Se la dose è superiore a 0,6, scatta invece il sequestro e la distruzione della coltivazione.

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